La nuova norma ISO 9001 del 2015: un’importante opportunità per il miglioramento dell’organizzazione

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La nuova norma chiude alcuni concetti rimasti aperti nelle vecchie versioni. Il percorso metodologico che la nuova versione propone è perfettamente sovrapponibile a quello che emerge dallo studio delle più “blasonate” moderne teorie organizzative …

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II Edizione – Il Metodo UMIQ nelle aziende

umiq_unindustria_bolognaII Edizione – Il Metodo UMIQ® nelle aziende

Dopo il grande successo della prima edizione 2015 del corso di formazione per esperti in diagnosi organizzativa finalizzata a piani di miglioramento aziendale, Unindustria Bologna e Fondazione Aldini Valeriani organizzano la seconda edizione che avrà corso a partire dal 2 marzo 2016, giorno di apertura e di presentazione del Metodo UMIQ®.

Di cosa si tratta?
Unindustria Bologna ha sviluppato il Metodo UMIQ® (Unindustria Metodo Innovazione e Qualità), un corpus di strumenti e metodologie su cui gli imprenditori possono fare affidamento per monitorare e misurare la gestione dell’impresa, verificare lo “stato dell’arte” del sistema di gestione e controllo e individuare le azioni di miglioramento da mettere in campo.
Ma solo il metodo non è sufficiente! Unindustria deve poter contare su un elenco di esperti validati che possano andare in azienda ad applicare già dall’inizio il check prevalutativo UMIQ.

Come si diventa esperto UMIQ®?

Solo chi, tra i consulenti che aderiranno all’iniziativa, parteciperà all’intero percorso formativo,realizzato da Unindustria Bologna e da Fondazione Aldini Valeriani, e progettato per garantire l’uniformità delle conoscenze e delle metodologie applicate nel modello UMIQ, avrà la possibilità di andare presso le aziende, in qualità di esperto riconosciuto da Unindustria Bologna.

Infatti, alla conclusione del percorso, i nominativi di chi supererà i test di fine modulo e sosterrà un colloquio finale con i funzionari Unindustria, verranno inseriti in un elenco di esperti UMIQ, che verrà messo a disposizione delle aziende attraverso la pubblicazione di un registro on line sul sito UMIQwww.umiq.it .e sul sito di Unindustria Bologna.

Il percorso avrà una durata di 60 ore, suddivise in un evento di presentazione del metodo e di ulteriori 7 moduli didattici, e si svolge tra marzo e aprile 2016.

Chi, tra i consulenti, non intendesse diventare esperto UMIQ riconosciuto da Unindustria Bologna, ma intendesse proporre le proprie competenze per gli interventi di miglioramento nelle singole specifiche aree che compongono il Metodo UMIQ, potrà  partecipare alla presentazione del modello ed a minimo 2 moduli didattici.

 

http://www.fav.it/formazione-manageriale-metodo-umiq-unindustria-bologna

http://www.umiq.it/

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ISO 9001:2015 e processi aziendali

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Si è tanto parlato, anche prima dell’uscita della nuova edizione delle normative ISO 9001:2015, della novità legata al cosiddetto Risk-Based Thinking, e cioè all’introduzione della prospettiva del Rischio nelle strategie di gestione del Sistema Qualità. Gli approcci possibili sono tanti, e si dovrà anche capire come questo nuovo requisito verrà valutato dagli auditor degli enti di certificazione.

Fatta questa doverosa premessa, in questa sede vogliamo sottolineare come in realtà ci sia una novità ancora più importante, che non è una vera e propria novità ma un dare importanza ad un concetto che era già stato introdotto con la Vision 2000 ma che, almeno stando alla nostra esperienza, era stato molto sottovalutato sia dalle aziende che dai valutatori: i processi aziendali. E, in particolare, a noi interessa parlarne da un punto di vista della gestione informatizzata.

I punti 4.4.1 e 4.4.2 della nuova edizione della norma ci dicono che per i processi aziendali è necessario:

  • determinare gli input necessari e gli output attesi;
  • determinare la sequenza e l’interazione di tali processi;
  • determinare e applicare i criteri e i metodi (compresi il monitoraggio, le misurazioni e gli indicatori di prestazione correlati)
  • determinare le risorse
  • affrontare i rischi
  • mantenere informazioni documentate per supportare il funzionamento dei processi;
  • conservare informazioni documentate affinché si possa avere fiducia nel fatto che i processi sono condotti come pianificato.

Come già detto in un altro articolo, chi come noi lavora nell’ambito dell’ICT applicato alla Qualità, sa bene che nella grande maggioranza delle aziende gli strumenti principalmente utilizzati per gestire e archiviare le informazioni dei processi sono i programmi Office. In altre parole i processi aziendali non hanno la stessa dignità informatica di altre entità quali clienti/fornitori, prodotti, progetti, ecc… Ciò è ovviamente sbagliato, perchè dall’elenco sopra riportato si evincono chiaramente due cose:

  1. i processi sono un’entità “viva”, che produce continuamente informazioni che devono poi essere elaborate per aumentare la conoscenza del funzionamento dei processi stessi, e migliorarli;
  2. molte delle informazioni richieste sono già presenti in altri sistemi, e quindi sarebbero solo da “collegare” in maniera logica a ciascun processo.

Ogni processo dovrebbe avere una sua scheda anagrafica (al pari di clienti/fornitori, articoli, ecc.) dove sono raccolti tutti gli elementi che lo caratterizzano, legandoli, laddove necessario, ad informazioni che risiedono su altri moduli di software o su altri database aziendali. In questo modo è possibile avere un monitoraggio continuo sul processo stesso, suoi suoi indicatori, sui rischi, ecc…
QualiWare, con il suo modulo Process Designer, mette a disposizione uno strumento che consente di informatizzare la gestione dei processi soddisfacendo i requisiti della norma sopra riportati.

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Strategie e analisi del contesto nella nuova norma ISO 9001 del 2015

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Un tentativo interessante ma forse poco conosciuto è stato fatto con la ISO 9004 del 2009, per la prima volta si parla di “strategie” nella qualità.
Nel farlo la norma dice cose di assoluto buon senso e abbastanza chiare: una azienda è influenzata oltre che da “se stessa” da ciò che la circonda!

In sostanza affronta il tema dell’analisi del contesto chiarendo la dimensione esterna ed interna.

Il contesto esterno serve per identificare le opportunità e le minacce mentre quello interno le forze e le debolezze.
Analizzare quanto emerge serve per rappresentare le proprie strategie.

Un esempio:

  • prospettiva esterna clienti molto importante ma presenta molte minacce perché abbiamo un fatturato troppo concentrato;
  • prospettiva interna “marketing” con molti punti di forza relativi a strumenti e competenze disponibili.

La nostra strategia sarà sfruttare le forza che abbiamo sul processo di marketing per ridurre la minaccia di concentrazione aumentando il fatturato su più segmenti.

Tra i padri delle “tecniche” per aiutare le imprese a definire le proprie strategie, Porter con le sue 5 forze ha fornito una strada chiara e semplice per aiutarci a identificare il contesto esterno.
Ci dice che le aziende sono influenzate al loro esterno sostanzialmente da clienti, fornitori, concorrenti e governo.
Per il contesto interno dobbiamo valutare invece tutto ciò che dipende da noi, quindi possiamo usare i nostri processi o dei modelli forniti da linee guida come la stessa 9004 o la ISO 10014 o modelli come il metodo UMIQ di Unindustria Bologna (www.umiq.it).

La nuova norma ISO 9001 del 2015 ne riprende i concetti e chiede alle aziende di fare questo, identificare e valutare il proprio contesto.
Finalmente la norma fa diventare centrale un aspetto strategico, ogni azienda è diversa e il proprio sistema di gestione deve quindi essere pensato in base al contesto ed ai fattori critici specifici.

E questa diventa un’opportunità irrinunciabile per gli imprenditori per utilizzare la norma stessa come mezzo per raggiungere obiettivi e non come fine per un certificato.

Strategie e analisi del contesto nella nuova norma ISO 9001 del 2015

ISO9001Un tentativo interessante ma forse poco conosciuto è stato fatto con la ISO 9004 del 2009, per la prima volta si parla di “strategie” nella qualità.
Nel farlo la norma dice cose di assoluto buon senso e abbastanza chiare: una azienda è influenzata oltre che da “se stessa” da ciò che la circonda!

In sostanza affronta il tema dell’analisi del contesto chiarendo la dimensione esterna ed interna.

Il contesto esterno serve per identificare le opportunità e le minacce mentre quello interno le forze e le debolezze.
Analizzare quanto emerge serve per rappresentare le proprie strategie.

Un esempio:

  • prospettiva esterna clienti molto importante ma presenta molte minacce perché abbiamo un fatturato troppo concentrato;
  • prospettiva interna “marketing” con molti punti di forza relativi a strumenti e competenze disponibili.

La nostra strategia sarà sfruttare le forza che abbiamo sul processo di marketing per ridurre la minaccia di concentrazione aumentando il fatturato su più segmenti.

Tra i padri delle “tecniche” per aiutare le imprese a definire le proprie strategie, Porter con le sue 5 forze ha fornito una strada chiara e semplice per aiutarci a identificare il contesto esterno.
Ci dice che le aziende sono influenzare al loro esterno sostanzialmente da clienti, fornitori, concorrenti e governo.
Per il contesto interno dobbiamo valutare invece tutto ciò che dipende da noi, quindi possiamo usare i nostri processi o dei modelli forniti da linee guida come la stessa 9004 o la ISO 10014 o modelli come il metodo UMIQ di Unindustria Bologna (www.umiq.it).

La nuova norma ISO 9001 del 2015 ne riprende i concetti e chiede alle aziende di fare questo, identificare e valutare il proprio contesto.
Finalmente la norma fa diventare centrale un aspetto strategico, ogni azienda è diversa e il proprio sistema di gestione deve quindi essere pensato in base al contesto ed ai fattori critici specifici.

E questa diventa un’opportunità irrinunciabile per gli prenditori per utilizzare la norma stessa come mezzo per raggiungere obiettivi e non come fine per un certificato.

Workshop “FARETE 2015”

Nella cornice di FARETE 2015, la due giorni promossa e organizzata da Unindustria Bologna, si è tenuto il workshop “Gestire i rischi, novità e strumenti per i modelli 231/01 e la nuova ISO 9001 del 2015“, organizzato da Soluzioni srl, NCG, Analysis srl e Alya srl.
Davanti ad una platea numerosa e interessata, ha aperto il workshop Francesco Bassi di Soluzioni srl, introducendo il tema dei rischi organizzativi.
Alberto Mari di NCG ha poi declinato l’argomento in ottica ISO 9001:2015, illustrando le novità della norma ed in particolare gli aspetti legati al Risk Management e il tool di valutazione Risk 9001.
Hai poi ripreso la parola Francesco Bassi, rimanendo in tema Gestione Rischi ma in questo caso nel contesto dei modelli organizzativi 231/01.
A seguire, si è entrati in un ambito operativo, con Pier Alberto Guidotti di Analysis srl che ha illustrato la modalità di gestione di processi aziendali e rischi basata sull’uso di un software strutturato, e in particolare sulla piattaforma QualiWare, e Andrea Padovano di Alya srl che ha ampliato l’argomento descrivendo le potenzialità della intranet e in particolare della piattaforma Microsoft Sharepoint per la gestione dell’e-learning e della documentazione legata ai modelli 231/01.
Ha concluso il workshop Gian Franco Poggioli di Unindustria Bologna, illustrando l’esperienza dell’utilizzo del metodo UMIQ come strumento di diagnosi organizzativa.
Per ricevere gratuitamente gli atti del workshop è sufficiente inviare richiesta a: a.mari@ncg.it

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Il Metodo UMIQ (Unindustria Metodo Innovazione e Qualità)

UMIQweb

 

E’ il metodo di verifica e controllo dell’organizzazione che aiuta l’imprenditore a migliorare la gestione aziendale. Il metodo, di proprietà di Unindustria Bologna, è stato sviluppato con il contributo degli imprenditori, dei consulenti, del mondo accademico, di un’Ente terzo di verifica (Tuv Italia) e prevede la possibilità di una certificazione volontaria che dà il diritto triennale di fregiarsi del marchio UMIQ (depositato presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi)”.

Visita il sito web per saperne di più: www.umiq.it

L’analisi delle attività in azienda

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“Le aziende sono l’insieme di tutte le attività che vengono svolte al loro interno”

Analysis in collaborazione con NCG vi propone il servizio di “Analisi delle Attività”.

Obiettivi:
– permettere all’Azienda di sapere “chi fa cosa”.

Si applica alle attività degli uffici.
– consentire alle Persone di capire l’importanza di quello che fanno.

All’imprenditore viene fornito quadro chiaro dei costi del personale.
– permettere di ottimizzare i costi del lavoro, ridurre le  inefficienzee migliorare i flussi lavorativi.

Queste la macrofasi del servizio:

  • Formazione
  • Categorizzazione
  • Rilievo qualitativo
  • Analisi dati
  • Report sui dati emersi

 

L’analisi viene svolta da NCG con il supporto di QualiWare in cloud.
Ogni persona coinvolta nell’analisi avrà a disposizione un accesso allo strumento, tramite il quale potrà registrare, in modo molto semplice, le attività giornaliere svolte.
In questo modo la raccolta dati non comporterà per il personale lavoro aggiuntivo significativo ma allo stesso tempo saranno garantiti integrità e correttezza dei dati rilevati.

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L’utilizzo avviene attraverso un comune browser internet o tramite app e non necessita di nessuna installazione.

Per maggiori informazioni: commerciale@qualiware.it

Scarica la brochure

Verso la nuova ISO 9001 – Strumento di autovalutazione basato sulla ISO 9004 del 2009

iso9001

Quando uscì la “nuova” 9004 mi ero lanciato nello studio e devo dire che mi era piaciuta molto, poi al solito usai i “pezzi” per andare avanti sulla strada infinita della diagnosi organizzativa divertendomi a sviluppare altri strumenti …

Ad ogni modo ritengo sia molto interessante a distanza di qualche anno provare a guardarci meglio, credo sia una esercitazione davvero utile e stimolante.

E non escludo che per gli strumenti futuri che stiamo sviluppando questa possa essere una delle prospettive fruibili…

Il “giochino” si basa sulle domande della norma alle quali aggiungemmo sia la possibilità di dire dove sono e dove vorrei essere ma soprattutto permette di dare un livello di importanza ad ogni “domanda/prospettiva” che la norma stessa propone.

Il risultato quindi oltre ad un radar “piatto” permette di vedere il posizionamento di ciascun aspetto (matrice … tipo quella della BCG sui cani mucche ecc…)

Se avete tempo e voglia di farlo sono curioso di condividere valutazioni sulla utilità e spunti.

Buon gioco!

 

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Servizi organizzativi per le imprese

Percorsi e tecniche per ridefinire i modelli manageriali delle nostre imprese. Ridurre i costi preservando agilità ed efficienza
8/11/2013

La sfida che abbiamo voluto cogliere, investendo sempre di più sui temi della consulenza organizzativa, è quella di rendere disponibili metodologie snelle, di buon senso ed economicamente adeguate alle esigenze delle PMI.

Definire il proprio modello di management significa in estrema sintesi:

  • Capire dove andare e che strade percorrere (strategie);
  • Con quali mezzi (struttura organizzativa);
  • E come tenere sotto controllo l’andamento (cruscotti).

In ogni azienda ci sono esigenze diverse e necessità di competenze verticali molto specifiche, ma per tutte ci sono le stesse condizioni di base che vanno soddisfatte:

  • Dove vogliamo andare
  • Chi «fa cosa» all’interno della nostra azienda,
  • Chi «sa cosa», ovvero le conoscenze da tutelare.

Capire questi punti chiave significa ridurre gli sprechi, sfruttare al massimo i saperi disponibili conservando l’agilità di impresa che contraddistingue le nostre PMI, per sfruttare al meglio le forze disponibili per cogliere le opportunità che il mercato potrà offrire.

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