Le 4 dimensioni della Sostenibilità Aziendale

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Le 4 dimensioni della Sostenibilità Aziendale

La Sostenibilità Aziendale è certamente una delle tematiche centrali da affrontare.

La definizione della Commissione delle Nazioni Unite del concetto di sviluppo sostenibile è la seguente:

“lo sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere le capacità delle future generazioni di soddisfare i propri”.

Le 3 dimensioni dell’Agenda 2030 sono:

  • dimensione economica
  • dimensione ambientale/ecologica
  • dimensione sociale

Sostenibilità Organizzativa

A me piace aggiungerne una quarta: la dimensione organizzativa, che riguarda tutti gli aspetti, appunto, dell’organizzazione aziendale che impattano sulla continuità d’impresa. 

Questi aspetti sono verificabili con una diagnosi organizzativa come quella che propongo nel mio libro “L’assetto organizzativo – Valutare l’adeguata organizzazione delle PMI” .

Per la dimensione economica va fatto riferimento all’analisi dei bilanci e degli indici. Ma non solo.

Sostenibilità Economica

Con sostenibilità economica aziendale si fa riferimento ai criteri di “Governance”, i quali analizzano il modo in cui un’azienda è amministrata e e l’etica con cui vengono prese le decisioni.

Una impresa sostenibile è infatti una impresa in grado di produrre valore per la collettività, per l’organizzazione e per tutti gli stakeholder interessati dall’attività dell’azienda, agendo con l’obiettivo di produrre profitti in modo etico

Per raggiungere questo scopo, un’azienda sostenibile, ad esempio:

  • investe in innovazione, tecnologia, digitalizzazione e ricerca
  • paga adeguatamente il personale e i fornitori
  • ha una politica di prezzi equa
  • privilegia materie prime certificate e del territorio
  • contribuisce allo sviluppo dell’economia locale
  • realizza prodotti e servizi utili e in grado di migliorare la vita dei consumatori

Sostenibilità Sociale

La responsabilità sociale è un tema ampio. Una definizione derivante dalla Comunità Europea è la seguente:

“la responsabilità delle imprese per gli impatti che hanno sulla società”.

In pratica significa riuscire, nel fare impresa, a tenere conto e soddisfare uno spettro più ampio di portatori di interessi ulteriori rispetto al solo cliente

Quindi dipendenti, fornitori, consumatori. Non includo gli azionisti perché li ricomprenderei nella sostenibilità economica, e l’ambiente che è trattato in quella ambientale.

Se prendiamo come riferimento lo schema certificabile SA 8000 possiamo, semplificando, stabilire che i temi da trattare in azienda sono:

  • la sicurezza dei lavoratori, che, oltre alla conformità di legge dovrebbe ricevere continua attenzione e propensione al miglioramento
  • la tutela dei diritti dei lavoratori
  • l’attenzione, come trattata, alla parità di genere

Sostenibilità Ambientale

Infine l’ambiente, la risorsa ad oggi giudicata più critica e che dovremmo imparare a preservare per non scaricare sulle generazioni future rischi più alti da gestire.

La mia visione è un po’ atipica: sono ovviamente pro attenzione all’ambiente, ma temo che gli sforzi fatti siano inutili se non si prendono decisioni definitive a livello strutturale e politico.

È inutile fare le reginette dell’ambiente, dichiarare che non faremo più questo o quello e poi acquisire prodotti e servizi da parti del mondo che non lo fanno.

L’aria e l’acqua sono le stesse per tutti e finché gli interessi economici prevarranno, ho seri dubbi che le cose cambieranno.

La sostenibilità, appunto, deve essere unica e deve tenere conto di tutte le prospettive che impattano sulla continuità.

Detto questo il tema ambientale in azienda si può sostanzialmente dividere in 2 filoni:

  • quello di “sistema
  • e quello di “prodotto

Per sistema intendo tutte le azioni che si possono fare per ridurre al minimo l’impatto della produzione in termini di consumi energetici e idrici generando il minor numero possibile di inquinanti.

Per prodotto intendo l’attenzione alla progettazione di prodotti che abbiano il minore impatto possibile e che prevedano il riciclo ed il riuso.

>> Scopri il mio libro:
“L’assetto organizzativo – Valutare l’adeguata organizzazione delle PMI” <<

Alberto Mari

Alberto Mari - Fondatore e proprietario dal 2000 di NCG Network Consulting Group. Ha lavorato dal ’90 al ’95 per aziende di medie dimensioni con ruoli di responsabilità in organizzazione e sistemi di gestione, e successivamente come libero professionista e poi con la sua azienda, opera come consulente direzionale e auditor per sistemi di gestione. Temporary management per la definizione e gestione di strategie, strutture organizzative e gestione delle competenze. Membro di ODV 231 per Spa di medie dimensioni nel settore manifatturiero e sw. Lead Auditor riconosciuto AICQ SICEV n 46. Socio Qualificato APCO-CMC n. 0512-A, operante nell’ambito delle prerogative di cui alla Legge n. 4/2013. Esperto UMIQ (metodo di diagnosi organizzativa di Confindustria Emilia). Co-autore del libro UMIQplus. Socio Fondatore AICIM (Associazione Italiana Cultura d'Impresa e Management). Autore del libro "L'assetto organizzativo" edito da Maggioli Editore. Attuale Presidente del terziario innovativo di Confindustria Macerata.