LA RIORGANIZZAZIONE nelle PMI

IL SECONDO PASSO CHE LE PMI DEVONO FARE ORA: LA RI-ORGANIZZAZIONE

Come riorganizzare al meglio la tua PMI per ripartire

Questo articolo fa parte di una serie di articoli di approfondimento riguardanti il percorso di Ri-partenza pensato per le nostre PMI.

Le 3 fasi:

1 – RE-AZIONE
2 – RI-ORGANIZZAZIONE
3 – OTTIMIZZAZIONE

Per leggere l’articolo “padre” potete cliccare qui.

La RI-ORGANIZZAZIONE

Il secondo passo, dopo essersi messi in “sicurezza” è quello di “guardarsi bene dentro”, capire quali sono gli aspetti della propria organizzazione sui quali lavorare per garantirsi una sostenibilità nel tempo, i fatidici: Punti forti e Punti deboli.

Capire quali sono gli aspetti organizzativi sui quali “puntare” o sui quali intervenire è molto importante per decidere come calibrare al meglio la propria azienda rispetto agli obiettivi che si vogliono raggiungere.

In sintesi, una volta capito “il viaggio” che vogliamo fare “le strategie”, dovremo definire la struttura organizzativa necessaria per farlo “la macchina” che ci serve per fare quel viaggio.

Senza un piano concreto delle cose da fare in ordine di priorità il rischio è di disperdere energie e, peggio ancora, di non raggiungere affatto gli obiettivi prefissati.

Il modello di analisi che abbiamo ideato e utilizziamo, suddivide dell’azienda in 8 macro aree. Per ciascuna area abbiamo definito delle domande utili a valutare lo stato di salute organizzativa dell’azienda.
Inoltre, per fare in modo che ciascuna domanda tenga conto dell’importanza di quell’aspetto per la singola azienda, in aggiunta al giudizio definiamo un peso relativo. Dare un peso alle domande permette bilanciare i risultati in base alle priorità specifiche e diverse per ogni azienda.

Il check può anche essere fatto in autonomia, gratuitamente disponibile sul nostro sito al seguente indirizzo https://www.ncg.it/business-starter-check/

Le 8 macro aree oggetto di analisi sono:

1) Governance, come sono strutturate l’organizzazione e la gestione, quanto l’azienda è in balia dei singoli o può vantare una continuità manageriale fatta di capitalizzazione delle conoscenze ed esperienze maturate nel tempo. La prima responsabilità di una impresa è quella di definire gli obiettivi che si pone. Gli obiettivi dipendono dalla visione che si ha, dai principi che si vogliono trasmettere ma soprattutto si legano ai propri fattori critici di successo: perché i clienti dovrebbero acquistare i nostri prodotti e servizi. Identificare, definire con un piano a medio termine e comunicare quanto sopra è fondamentale per la continuità delle imprese e il coinvolgimento delle persone.

2) Portafoglio prodotti, il “cosa vendiamo”, la capacità di offerta di nostri prodotti, l’innovatività, l’ampiezza e la profondità del nostro portafoglio definiscono il perimetro di questa area. Ne fanno parte tutte le attività che vanno dalla generazione delle idee fino alla pianificazione della progettazione, al presidio normativo e alla definizione dei piani di realizzazione dei nuovi prodotti e servizi.

3) Mercati e vendite, Dalla individuazione dei mercati di riferimento alla analisi dei competitor, dai piani di marketing al budget e controllo delle vendite. L’area comunemente definita “commerciale” è una delle più ampie, e va dalla connessione alla individuazione delle esigenze alla preventivazione ed offerta fino alla conclusione dell’ordine.

4) Approvvigionamenti, la pianificazione, la gestione degli acquisti e la valutazione dei rischi sulla catena di fornitura sono i tre pilastri contenuti in questa area. In particolare in periodi critici conoscere i propri fornitori per pre-venire i problemi e definire delle strategie di riduzione dei potenziali rischi è uno degli aspetti più strategici per diverse aziende.

5) Operation, l’area include tutte le attività necessarie alla realizzazione dei prodotti e dei servizi offerti dall’azienda al mercato. La pianificazione, la realizzazione ed il controllo dei prodotti/servizi e l’adozione di criteri lean in produzione e la logistica necessaria. L’innovatività e la predittività delle logiche delle operations, applicate anche all’outsourcing, rappresentano la forza operativa di qualsiasi impresa. È l’area che risponde della qualità del tempo e del costo del prodotto/servizio realizzato.

6) Amministrazione e controllo, come e quanto è in uso la cultura dell’utilizzare un bilancio come strumento organizzativo e quanto c’è o meno il controllo dei numeri, preventivi e consuntivi, con quali risorse sosterremo le strategie e come faremo a tenere d’occhio la marginalità e la pianificazione economico finanziaria? Tutto l’insieme delle attività e degli strumenti che vanno dal business plan, al budget, ai criteri di definizione dei costi, alla contabilità industriale fino al controllo al controllo della gestione sono i punti chiave di questa area. Dalla pianificazione al reporting direzionale per monitorare l’assetto economico finanziario d’impresa e prevenire i segnali di crisi.

7) Gestione delle persone, la gestione attenta, innovativa e lungimirante delle persone incide sul clima e sulla continuità d’impresa in modo strutturale. Al di la degli aspetti “amministrativi” del personale in questa area si concretizzano aspetti non secondari per l’impatto sulle strategie aziendali quali ad esempio la gestione dei talenti e le premialità.

8) Gestione delle competenze, la competenza è l’assetta strategico per definizione della maggior parte delle azienda. Come questo viene capitalizzato in quella che viene definita la “conoscenza organizzativa “ e non solo dei singoli è l’obiettivo di questa area. Contiene i criteri con i quali si effettua la rilevazione delle competenze, come si gestisce la formazione e come se ne valuta l’efficacia nel tempo.

9) Gestione delle infrastrutture, le infrastrutture nell’accezione più ampia riguardano nell’area sia gli impianti sia le risorse informatiche. Per gli impianti, in funzione del loro impatto sul settore dell’azienda, sono molto rilevanti gli aspetti che ruotano intorno alla loro manutenzione a sua volta legata al rischio obsolescenza. Per la parte “trasformazione digitale” delle imprese invece ci si focalizza su uno dei principali fattori critici di successo, un aspetto che avrà sempre più valore e sarà strategico soprattutto per le PMI che, grazie ad esso, potranno migliorare l’organizzazione e l’efficienza per garantirsi una continuità sostenibile. Dagli strumenti in uso al modo con il quale si prendono decisioni attraverso i dati, questo è il perimetro dell’area aziendale.

Il risultato consiste in un elenco di punti di forza e debolezza specifici per ciascuna organizzazione aziendale, ponderati in funzione dei suoi obiettivi strategici.

Per informazioni potete contattarci direttamente:

Alberto Mari   mail a.mari@ncg.it    tel 3473473359400

Alessandro Pistagnesi   mail a.pistagnesi@ncg.it    tel 3389838785

Per approfondire i dettagli del servizio: https://www.ncg.it/re-starter-kit/

Re-Starter Kit: cos’è

Alberto Mari

Alberto Mari

Alberto Mari - Fondatore e proprietario dal 2000 di NCG Network Consulting Group. Ha lavorato dal ’90 al ’95 per aziende di medie dimensioni con ruoli di responsabilità in organizzazione e sistemi di gestione, e successivamente come libero professionista e poi con la sua azienda, opera come consulente direzionale e auditor per sistemi di gestione. Temporary management per la definizione e gestione di strategie, strutture organizzative e gestione delle competenze. Membro di ODV 231 per Spa di medie dimensioni nel settore manifatturiero e sw. Lead Auditor riconosciuto AICQ SICEV n 46. Socio Qualificato APCO-CMC n. 0512-A, operante nell’ambito delle prerogative di cui alla Legge n. 4/2013. Componente del board ed esperto UMIQ (metodo di diagnosi organizzativa di Confindustria Emilia). Componente del board e co-autore del libro UMIQplus. Attuale Presidente del terziario innovativo di Confindustria Macerata.